Alle volte è difficile perdonare perché non sappiamo con esattezza che possiamo e che non possiamo chiedere alle nostre emozioni. Quando, invece, abbiamo un concetto più chiaro di quanto è necessario e possibile perche si dia il perdono, lo potremo dare con pi`facilità. È utile per questo domandarci che cos'è il perdono, che cosa non è se è lo stesso che dimenticare? Riportiamo a questo scopo alcuni brani della tesi di laurea del P. Sante Pessot, Il perdono e il suo valore educativo (2002)
Che cos'è il perdonare? Il verbo “perdonare” deriva direttamente dal latino “per-donare”, in cui la particella intensiva “per” indica il compimento. Il suo significato etimologico è quindi “donare completamente”. Ma che cosa viene donato completamente con il perdonare? La rinuncia alla vendetta.
Perdonare non è dimenticare. Quando si perdona non si dimentica il male che qualcuno ha commesso, come se dimenticare fosse parte integrante del perdono. Non si può perdonare qualcosa che si è dimenticato. Abbiamo bisogno di perdonare proprio perché non abbiamo dimenticato il male subito.
Perdonare non è scusare. La parola “scusare” spesso porta con se molteplici significati: talvolta significa, cercare di comprendere le reali motivazioni, che hanno portato l’offensore a compiere l’offesa, talvolta è l’invito a passare sopra, talvolta indica tollerare quella persona
Il perdono non è (ancora) la riconciliazione. Quando una relazione risulta temporaneamente deteriorata dal verificarsi di un atto offensivo, il fatto che la vittima perdoni l’offesa subita denota l’esistenza in lei di una disposizione positiva favorevole alla rappacificazione. Tuttavia; affinché il rapporto tra vittima e offensore venga effettivamente recuperato e i due facciano pace è necessario non solo che tale disposizione positiva sia al contempo presente nella vittima e nell’artefice dell’offesa, ma soprattutto che essa si traduca, in ambedue le persone coinvolte, in comportamenti tali da risanare, di fatto, il rapporto tra le stesse. In altri termini, mentre il perdono indica principalmente lo stato interno dell’individuo offeso, in virtù del quale egli diventa incline a ricucire il rapporto con la persona che gli ha fatto del male, la riconciliazione designa, invece, l’esito di una serie di scambi interattivi tra l’individuo offeso e la persona responsabile dell’offesa, in virtù dei quali i due giungono a ricomporre, attraverso uno sforzo congiunto, la loro relazione reciproc
|