Domenica, 05 Settembre, 2010
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Spiritualità
Preghiera in famiglia CD con il Card. Tonini PDF Stampa E-mail

toniniIl Cardinale Ersilio Tonini concesse a Crescere in Famiglia un'intervista nel 2005 sul "Potere della preghiera".

Nel CD vengono le risposte del Cardinale ad alcune domande molto tipiche che facciamo sulla preghiera. A continuazione presentiamo tre delle risposte. È particularmente bella la risposta che da alla domanda sulla propria esperienza. Riferisce una lezione ricevuta dalla mamma che le ha lasciato un segno indelebile. Ogni mattina bisogna far festa per la vita che Dio ci da. Cosi ogni giorno è una novità estupenda e così è facile vivirlo come preghiera costante.


1. Gesù dice: “Chiedete e vi sarà dato”. Come definirebbe questo “chiedere”, che cosa è per Lei la preghiera? Ringraziare, lodare , adorare.

2. Molti non pregano perché sono convinti che Dio non risponda o che sia inutile pregare, tanto alla fine va “come deve andare”

3. Ci può dire qualcosa sulla propria esperienza personale sul Potere della preghiera?

So una cosa sola, io ho imparato da mia madre a pregare. Però mia madre me lo insegnò in maniera molto strana . Per lei il momento più solenne era il svegliarsi del mattino. Mi disse un giorno: "Sappi che quando sei nato tu, tuo padre ed io abbiamo fatto tanta festa. Fa festa anche tu quando ti svegli al mattino e ricevi la vita dalle mani di Dio. Vedrai come è bello anche quando sarai grande.” Per leggere le risposte complete clicca qui.

 
Il perdono PDF Stampa E-mail
coppia sfondo croceAlle volte è difficile perdonare perché non sappiamo con esattezza che possiamo e che non possiamo chiedere alle nostre emozioni. Quando, invece, abbiamo un concetto più chiaro di quanto è necessario e possibile perche si dia il perdono, lo potremo dare con pi`facilità. È utile per questo domandarci che cos'è il perdono, che cosa non è se è lo stesso che dimenticare? Riportiamo a questo scopo alcuni brani della tesi di laurea del P. Sante Pessot, Il perdono e il suo valore educativo (2002)

Che cos'è il perdonare? Il verbo “perdonare” deriva direttamente dal latino “per-donare”, in cui la particella intensiva “per” indica il compimento. Il suo significato etimologico è quindi “donare completamente”. Ma che cosa viene donato completamente con il perdonare? La rinuncia alla vendetta.
Perdonare non è dimenticare. Quando si perdona non si dimentica il male che qualcuno ha commesso, come se dimenticare fosse parte integrante del perdono. Non si può perdonare qualcosa che si è dimenticato. Abbiamo bisogno di perdonare proprio perché non abbiamo dimenticato il male subito.
Perdonare non è scusare. La parola “scusare” spesso porta con se molteplici significati: talvolta significa, cercare di comprendere le reali motivazioni, che hanno portato l’offensore a compiere l’offesa, talvolta è l’invito a passare sopra, talvolta indica tollerare quella persona
Il perdono non è (ancora) la riconciliazione. Quando una relazione risulta temporaneamente deteriorata dal verificarsi di un atto offensivo, il fatto che la vittima perdoni l’offesa subita denota l’esistenza in lei di una disposizione positiva favorevole alla rappacificazione. Tuttavia; affinché il rapporto tra vittima e offensore venga effettivamente recuperato e i due facciano pace è necessario non solo che tale disposizione positiva sia al contempo presente nella vittima e nell’artefice dell’offesa, ma soprattutto che essa si traduca, in ambedue le persone coinvolte, in comportamenti tali da risanare, di fatto, il rapporto tra le stesse. In altri termini, mentre il perdono indica principalmente lo stato interno dell’individuo offeso, in virtù del quale egli diventa incline a ricucire il rapporto con la persona che gli ha fatto del male, la riconciliazione designa, invece, l’esito di una serie di scambi interattivi tra l’individuo offeso e la persona responsabile dell’offesa, in virtù dei quali i due giungono a ricomporre, attraverso uno sforzo congiunto, la loro relazione reciproc

 

 
Beatitudini della famiglia PDF Stampa E-mail

familia spiaggiaCi vuole pazienza, resistenza, fortezza, allegria per portare avvanti una famiglia.

Le Beatitudini ci offrono un aiuto per non perdere di vista un orizzonte di ottimismo in mezzo alle nostre difficoltà di tutti i gionri.

Benedetto XVI nel suo libro Gesù di Nazaret dice che le Beatitudini sono "parole di promessa, che nello stesso tempo contribuiscono al discernimento degli spiriti e diventano così parole guida .... Le Beatitudini rappresentano dei paraodssi: i criteri mondani vengono capovolti non appena la realtà è guardata nella giusta prospettiva, ovvero dal punto di vista della scala dei valori di Dio, che è diversa dalla scala dei valori del mondo". La famiglia è anche invitata a non perdere mai di vista la scala di valori di Dio. La vita della famiglia è immersa nel mistero di Cristo, morto e risorto. La "felicità" è la presenza della risurezione nella vita della famiglia anche quando deve subire delle difficoltà e delle sofferenze.  Ecco una versione delle Beatitudini applicata alla famiglia.

 


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